La storia della filosofia come organismo

E’ ormai senz’altro un fatto indiscutibile che vi furono e vi sono molte filosofie; ma la verità tuttavia è una sola e l’istinto della ragione mantiene questa fede o questo sentimento invincibile. “In tal caso soltanto una filosofia deve essere la vera e poiché le filosofie sono così diverse, tutte le altre – si conclude – devono essere false; senonché ognuna di esse assicura, sostiene e dimostra di essere la vera”. Questo è il solito ragionamento ed è una concezione apparentemente giusta, propria di chi ragiona freddamente col buon senso.

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Per esaminare poi più precisamente queste riflessioni, si può subito notare che, per quanto le filosofie siano così diverse, hanno pur sempre questo in comune, di essere filosofie.

Perciò chi ha studiato e compreso una filosofia, se pur questa è solo una delle filosofie, ha tuttavia con ciò compreso la filosofia. Quel pretesto e quel ragionamento, che guardano solo alla diversità, per il disgusto e la paura del particolare, in cui in realtà esiste l’universale, non vogliono comprendere e riconoscere questa universalità. Altrove ho paragonato questo ragionamento a un ammalato, a cui il medico abbia consigliato di mangiar frutta e che abbia davanti a sé ciliege o prugne o uva, ma che per pedanteria intellettualistica rifiuti di prenderle, perché esse non sono “frutta”, ma ciliege, prugne o uva.

Ma occorre invece essenzialmente avere un concetto più profondo di ciò che sia questa diversità dei sistemi filosofici. La conoscenza filosofica di ciò che sono la verità e la filosofia ci fa riconoscere che questa diversità riveste un significato ben diverso da quello di un’opposizione astratta tra la verità e l’errore. Le mie spiegazioni su questo punto ci sveleranno il significato dell’intera storia della filosofia.

Mi propongo di mostrare che questa molteplicità di diverse filosofie non solo pregiudica la filosofia stessa, cioè la possibilità della filosofia, ma che anzi essa sia e sia stata assolutamente necessaria all’esistenza di una scienza della filosofia e che è ad essa essenziale.

Certo in questa considerazione noi partiamo dal presupposto che la filosofia, pensando la verità, abbia lo scopo di comprenderla concettualmente e non di constatare  che non v’è nulla da conoscere, o anche che non è possibile conoscere l’autentica verità, ma soltanto una verità transitoria, finita (cioè una verità che è al tempo stesso non vera); inoltre partiamo dal presupposto che nella storia della filosofia abbiamo a che fare con la filosofia stessa.

Possiamo comprendere tutto ciò che riguarda questo punto nell’unica idea dello “sviluppo”. Se essa ci sarà chiara, tutto il resto non sarà che una conseguenza e un risultato di quell’idea. Giacché i fatti che costituiscono la storia della filosofia non sono avventure, allo stesso modo che la storia universale non è un romanzo; non sono una collezione di fatti contingenti, di viaggi di cavalieri erranti, che vadano intorno per conto proprio e si affatichino senza scopo e la cui attività non lasci alcuna traccia . E neppure nella filosofia uno ha escogitato arbitrariamente una cosa, un altro un’altra, ma vi è una connessione essenziale nel movimento dello spirito pensante ed esso procede razionalmente. Con questa fede nello spirito universale dobbiamo avvicinarci alla storia e in particolare alla storia della filosofia.

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Così la filosofia è sistema in svolgimento e altrettanto la storia della filosofia: questo è il punto fondamentale, è il concetto fondamentale, che la presente trattazione di questa storia metterà in luce.

Per chiarire questo punto, occorre anzitutto mettere in evidenza le differenze che possono sorgere nel modo di manifestarsi del pensiero filosofico. Il sorgere dei diversi gradi nel processo del pensiero può manifestarsi con la coscienza della necessità, secondo cui l’uno deriva dall’altro e secondo cui può sorgere solo questa determinazione e formazione; oppure può manifestarsi senza questa coscienza, come un processo naturale e in apparenza accidentale, cosicché il concetto opera bensì interiormente in forza della propria logica, ma essa non è espressa. Così accade nella natura, dove ogni grado di svolgimento, dei rami, delle foglie, dei fiori, dei frutti si produce per sé, mentre però chi dirige e determina questa successione è l’idea interna. Così nel bambino le facoltà fisiche e soprattutto le attività spirituali appaiono l’una dopo l’altra, semplicemente e spontaneamente, cosicché i genitori, che sperimentano ciò per la prima volta, si chiedono con meraviglia donde provenga tutto ciò che, mentre già esisteva interiormente, ora si viene rivelando: poiché la serie di queste manifestazioni ha soltanto l’aspetto di successione nel tempo.

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Secondo questa idea, io affermo dunque che la serie dei sistemi filosofici, quale si presenta nella storia, è uguale alla successione che si presenta nella deduzione logica delle determinazioni concettuali dell’idea. Io sostengo che, se si spogliano i concetti fondamentali dei sistemi che apparvero nella storia della filosofia di tutto ciò che riguarda la loro formazione, la loro applicazione al particolare ecc., si ottengono i diversi gradi di determinazione dell’Idea nel suo concetto logico. Parimenti, se si prende per sé il processo logico, si trova in esso, nei suoi momenti fondamentali, il processo delle manifestazioni storiche; ma bisogna riconoscere questi concetti puri nella loro presentazione storica.

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Osservo solo che, da ciò che si è detto, risulta che lo studio della storia della filosofia coincide con lo studio della filosofia stessa; e non potrebbe essere diversamente. Chi studia la storia della fisica, della matematica ecc., si introduce automaticamente nello studio di quelle scienze. Ma per poter riconoscere il progresso della filosofia come svolgimento dell’Idea, nella formazione e nell’apparenza empirica, in cui la filosofia si manifesta storicamente, bisogna possedere già la conoscenza dell’Idea; alla stessa maniera come per poter giudicare le azioni umane, occorre possedere i concetti di ciò che è giusto e conveniente. Altrimenti, come vediamo in molte storie della filosofia, all’occhio privo della luca dell’Idea, si offre solo la filastrocca disordinata di opinioni. Dimostrarvi questa Idea e illustrarvi alla sua luce le sue apparizioni storiche: questo è il compito di chi vuol trattare la storia della filosofia ed è il motivo per cui mi accingo a tenere lezioni su questo argomento. Giacché l’osservatore deve già possedere il concetto della cosa, per poterlo riconoscere nelle sue manifestazioni, per intenderlo veramente; quindi non dobbiamo meravigliarci se vi sono parecchie storie della filosofia alquanto sciocche, in cui la successione dei sistemi filosofici è trattata come una pura successione di opinioni, errori e giochi di pensiero: i quali tuttavia sarebbero stati escogitati con grande ostentazione di acume, con grande sforzo spirituale e con tutto ciò che si aggiunge a titolo di complimento, per salvare la forma. Data la mancanza di spirito filosofico che dimostrano questi storici, come potrebbero essi essere in grado di comprendere e rappresentare ciò che è pensiero razionale?

Da ciò che fu detto intorno alla natura formale dell’Idea, risulta chiaro che solo una storia della filosofia concepita come sistema di svolgimento dell’Idea, merita il nome di scienza (e per questo io mi dedico ad essa e su di essa tengo lezioni): una semplice raccolta di cognizioni non costituisce una scienza. Perciò questa storia può mostrarsi come qualcosa di razionale solo se è intesa come una successione di manifestazioni organizzate attraverso la ragione e che posseggono e rivelano come loro contenuto ciò che è la ragione; solo in tal modo essa mostra di essere un avvenimento della ragione. E come potrebbe non essere in sé razionale quell’insieme di fatti che si manifesta appunto nella ragione? Già dovrebbe esservi questa fede razionale, che non il casso governi le cose umane; il compito della filosofia è appunto il riconoscere che, per quanto il suo modo di presentarsi sia anche storia, essa tuttavia è determinata solo dall’Idea.

Hegel, Introduzione alla storia della filosofia

 

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