La metafisica senza Dio

La riproposizione obbiettiva dei sistemi onto – teologici, in riferimento al rapporto tra Dio, uomo e mondo, non si propone né di sorvolare su ciò che per gli autori costituiva il punto centrale e aveva la maggiore importanza, né di eludere ciò che per noi è in gioco, vale a dire la questione: cosa significa che della trinità metafisica siano rimasti solo uomo e mondo? La conseguenza di ciò è la mondanizzazione dell’uomo, accompagnata dall’umanizzazione del mondo. Grazie ad una esposizione della tradizione metafisica condotta in modo imparziale ma avendo ben presente un problema, si può mostrare innanzitutto come siano diventate estranee e non più avvertibili come proprie le questioni che noi, in tutta la storia della metafisica postcristiana, incontriamo come quelle essenziali – così estranee e lontane che esse in generale non ci toccano più direttamente, né ci risultano congeniali. Persino un artificioso “estraniamento” non potrebbe resuscitarle di nuovo. È sufficiente chiarirsi sul piano storico che l’esistenza di Dio e l’immortalità dell’anima ancora fino a Kant erano un problema fondamentale, per rendersi conto che non lo sono più. Il compito obbiettivo di un’esposizione storica dell’onto-teologia può perciò avere solamente un senso critico: essa compie un’esplicita opera di distruzione e fa acquisire consapevolezza di ciò a cui oggi ogni persona che pensa comunque non crede più, sebbene pochissimi siano disposti a riconoscerlo: che viviamo  in un mondo senza Dio o divenuto senza Dio – in un’epoca “nella quale si dà qualcosa come un crepuscolo di semi-dei, vale a dire di questi uomini disseminati, … ai quali dobbiamo l’essenziale di ciò che chiamiamo cultura, conoscenza e civiltà” (Valery, Descartes). Se si considera tutto ciò complessivamente, sorge allora la domanda: che cosa, poco o molto che sia, è ancora vivo di ciò che noi conserviamo pur sempre come tradizione “europea – occidentale”? Con riferimento a Cartesio, la cui audace decisione in favore del dubbio ha dato inizio alla modernità, sarebbe da chiedersi con Valery: di cosa Cartesio oggi farebbe tabula rasa? Forse dell’intera civiltà (Zivilisation) tecnico – scientifica, i cui fondamenti filosofici egli ha contribuito a porre – forse però anche delle resistenze sentimentali che si oppongono all’universale progresso della razionalizzazione.

Lowith, Dio, uomo e mondo nella metafisica da Cartesio a Nietsche

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